Il vino

Il vino


Cosa cercate quando vi approcciate ad un vino?

O’gnostro – in italiano “Inchiostro“, nome dialettale campano del vino – nasce dalla voglia di portare in bottiglia l’unicità di un territorio.

Ho iniziato con una vigna di Aglianico nel cuore della denominazione Taurasi, a Montemarano (AV), ricercando il giusto equilibrio della pianta (in termini di resa per ettaro), per ottenere una corretta maturazione delle uve. Ciò è particolarmente importante in una zona in cui solitamente si vendemmia a novembre.

In cantina la fermentazione spontanea è punto imprescindibile della vinificazione, per preservare al meglio i profumi caratteristici del vitigno e dell’annata. L’utilizzo di recipienti neutri, anfore di terracotta o vasche di polietilene ad alta densità, consente di non influenzare le caratteristiche del vino e del terroir. Un quantitativo minimo di solforosa (indicato in etichetta) viene aggiunto all’imbottigliamento se necessario.

Il principio che ispira tutte le fasi, dalla lavorazione della vigna all’imbottigliamento, è semplicemente il voler preservare le caratteristiche uniche dell’aglianico di uno specifico vigneto.

Il torto più grande che possiate fare ad un vino è servirlo alla temperatura sbagliata. Il rosso a temperatura ambiente è un luogo comune da sfatare, l’ideale è servirlo tra i 16 ed i 18 gradi. Non diamo altri consigli su come bere, se non quello di aver voglia di ascoltare il vino e la sua evoluzione nel bicchiere.